E’ la tua voce che mi tranquillizza. E’ il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi, quel nomignolo che mi riservi. E’ che sei tu. E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede. Per quanto cerco di trattenermi, se si tratta di te, io sono felice.
"- E tu cosa vorresti essere per lei?
Vorrei che associasse a me la parola felicità, perlomeno per metà. Vorrei che visto che il lieto fine non c’è quasi mai lei sapesse che le regalerò sempre nuovi inizi.
- E cosa vorresti che fosse lei per te?
La sensazione per una volta, anche solo per un istante, di impercettibile pienezza. Quella in cui mi sembrerà di non riuscire a desiderare niente di più grande come lei e di aver bisogno del suo respiro come del mio per respirare. È questa la sensazione che la mia vita non mi ha ancora permesso di provare mai.
E soprattutto vorrei l’ostinazione di volerci ad ogni costo e di volerci ancor di più dopo esserci avuti. Perché è fino a che non smetti di sognare qualcuno anche dopo che lo hai nella realtà, è fino a quel momento che non lo perdi.”
— Massimo Bisotti (via itsaneverendingcircle)
"生き甲斐 (ikigai): è l’equivalente giapponese del francese “raison d’être”. In italiano si potrebbe tradurre in “qualcosa per cui vivere” o “una ragione per esistere”.”

(via diario-di-una-ragazza-bipolare)

sempre tu.

(via seituttiimieisorrisi)

una ragione per esistere;
tu
sei tu la mia.

vorrei che sapessi che ti amo più della mia stessa vita, da sempre e per sempre così sarà
che mi hai insegnato e che hai segnato la mia vita
che sei stata l’insieme di tante cose belle
che sei stata l’ossigeno per me quando sembrava mancare l’aria
gli abbracci migliori ed i sorrisi più veri,
che sei stata, sei e sarai sempre tutto l’amore del mondo
che sei la dimostazione della parola ‘importanza’,
la mia fonte di vita,
tu.

"E poi c’è quel sorriso che ti confonde.”
— Ricordounbacio (via ricordounbacio)
©